Trent’anni fa ho fatto una scelta che molti avrebbero definito azzardata: acquistare un bosco all’interno della suggestiva area naturale dell’Orrido di Botri. Non avevo un progetto commerciale né l’idea di “sfruttare” quel terreno. Avevo piuttosto una visione: trasformarlo in ungiardino botanico naturale, dove sperimentare tecniche diforagingebushcraft, nel pieno rispetto dell’ecosistema.
Oggi, dopo tre decenni, posso raccontare un percorso fatto di osservazione, adattamento e profonda connessione con la natura.
Da San Giovanni in Perscieto al bosco nell’Orrido di Botri
L’Orrido di Botriè una delle riserve naturali più affascinanti d’Italia. Caratterizzata da gole profonde, biodiversità straordinaria e un microclima unico, rappresenta un ambiente ideale per chi vuole studiare e vivere la natura in modo autentico.
Quando acquistai il terreno:
- Era in stato abbando totale
- La vegetazione cresceva spontanea
- La biodiversità era già ricca ma non valorizzata
- Sentieri coperti
- Alberi caduti o sradicati
Ho visto subito il potenziale: non un giardino artificiale, ma unecosistema guidato.


Cos’è un giardino botanico “naturale”
A differenza dei giardini botanici tradizionali, il mio approccio è stato quello diintervenire il meno possibile. L’obiettivo non era imporre ordine, maaccompagnare la crescita spontanea.
Principi chiave:
- Conservazione delle specie autoctone
- Introduzione controllata di piante utili
- Lasciare fare ai cicli naturali
Questo ha permesso al bosco di evolversi mantenendo la sua identità originaria.
Foraging: vivere di ciò che offre il bosco
Ilforagingè diventato uno dei pilastri del progetto. Significa raccogliere cibo selvatico in modo consapevole e sostenibile.
Nel corso degli anni ho imparato a riconoscere:
- Erbe spontanee commestibili
- Funghi locali
- Bacche e radici
Vantaggi del foraging:
- Alimentazione naturale e stagionale
- Connessione diretta con l’ambiente
- Riduzione dell’impatto ambientale
Ma attenzione: il foraging richiedeconoscenza profonda. Un errore può essere pericoloso o FATALE.
Bushcraft: competenze essenziali nella natura
Parallelamente, ho applicato tecniche dibushcraft, ovvero l’arte di vivere nel bosco utilizzando risorse naturali.
Tra le competenze sviluppate:
- Accensione del fuoco senza strumenti moderni
- Costruzione di rifugi naturali
- Gestione dell’acqua
- Orientamento senza tecnologia
Il bushcraft non è sopravvivenza estrema, maautonomia consapevole.


Benefici di un progetto simile
Un’esperienza come questa dimostra che è possibile Valorizzare un terreno senza sfruttarlo, creare un modello sostenibile, organizzare spazi selvaggi dove vivere in armonia con la natura. Il progettop è ancora in evoluzione e sto aspettando che i miei figli possano aiutarmi a farlo evolvere nella sua intera potenzialità.
Corso di sopravvivenza al Bosco dell’Orrido
Ogni anno portiamo amici motivati che voglio visitare il canion e fare una esperienza di natura selvaggia. Quest’anno vorrei osare un pò di più e strutturare un corso di sopravvivenza nel mio terreno grazie alla consulenza e direzione di unSuper esperto Roberto Garzella.
Dobbiamo ancora stabilire il programma e le date , speriamo di riuscire per quest’anno se no sarò io prossimo. Datemi comunque un segno del vostro interesse perchè avremo bisogno di 14 persone per far partire il corso. Scrivetemi via email per dare ilvostro nominativo e per rimanere aggiornati: info@lospezialem3k.com





